Due giornate di formazione per conoscere più da vicino il mondo del Credito Cooperativo, comprenderne il ruolo nei territori e acquisire gli strumenti necessari per affrontare le sfide di un settore bancario in continua evoluzione. Ha preso il via ieri, presso la sede della Federazione Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania e Calabria, la seconda annualità del percorso di Formazione Tecnico-Identitaria, dedicato alle nuove risorse delle BCC.

La prima giornata ha registrato una straordinaria partecipazione, riunendo intorno ai tavoli di lavoro i neoassunti di sette BCC del territorio campano: BCC di Aquara, Campania Centro, Capaccio Paestum, Magna Grecia, Monte Pruno, Terra di Lavoro e San Marco dei Cavoti.

A guidare i lavori sono stati l’avvocato Assunta Aprea, della Federazione Campania e Calabria, e Vincenzo Francaviglia, della Federazione Lombarda delle BCC nell’ambito del gemellaggio formativo avviato tra le due Federazioni, lo scorso aprile presso la Bcc di Cantù e che, con queste giornate, prosegue e si consolida attraverso la condivisione di esperienze, competenze e strumenti dedicati alla crescita delle nuove generazioni del Credito Cooperativo.

Il percorso, avviato ieri a Salerno si è concluso oggi in Calabria, a Catanzaro Lido, presso la neo sede della BCC Calabria Ulteriore, in via Martiri di Cefalonia, dove hanno preso parte i giovani professionisti della banca ospitante e delle BCC di Centro Calabria, Mediocrati e Montepaone.

L’iniziativa nasce nel rispetto di quanto previsto dal CCNL, che stabilisce una formazione specifica per le giovani risorse, ma va ben oltre l’adempimento contrattuale.

L’obiettivo è infatti offrire ai nuovi collaboratori una chiave di lettura del Credito Cooperativo che unisca competenze, identità e consapevolezza del ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere all’interno della propria comunità.

In un sistema finanziario profondamente trasformato negli ultimi anni, parole come relazione, comunità, inclusione e azione sociale assumono così un significato concreto. Non semplici valori da richiamare, ma principi che trovano applicazione quotidiana nel rapporto con soci, famiglie, imprese e territori.

Nel corso della giornata, i partecipanti hanno approfondito lo scenario macroeconomico e normativo europeo attraverso dati e contenuti che hanno consentito di ripercorrere alcune delle principali trasformazioni che hanno interessato il sistema bancario.

Dalle regole di vigilanza prudenziale introdotte dopo la crisi del 2007, con i requisiti di Basilea e le direttive CRD e BRRD, fino al lungo periodo caratterizzato da tassi Euribor negativi, i giovani hanno potuto comprendere le dinamiche che hanno progressivamente spinto i grandi gruppi bancari verso processi di fusione, razionalizzazione e riduzione dei costi, con la conseguente chiusura di migliaia di sportelli.

È proprio a partire da queste trasformazioni che la formazione ha affrontato uno dei temi più attuali e rilevanti per il futuro delle comunità locali: la desertificazione bancaria e la crescente fragilità dei piccoli comuni.

Attraverso l’incrocio dei dati del BCC Credit Index, dell’ISTAT e del Sistema Informativo Territoriale di Federcasse,  illustrati dalla dott.ssa Sabrina Brito Sanchez, i partecipanti hanno potuto analizzare concretamente la diffusione del fenomeno e le sue ricadute sui territori. L’abbandono degli sportelli bancari interessa in modo particolare i piccoli comuni, soprattutto quelli con meno di duemila abitanti, mentre il fenomeno risulta significativamente meno presente nei centri di maggiori dimensioni.

In questo scenario emerge con forza la specificità del Credito Cooperativo. Le BCC rappresentano infatti un’eccezione rispetto alla tendenza generale, garantendo un presidio nel 38,5% delle aree composte da piccoli comuni, a fronte del 25,7% coperto dalle banche S.p.A. Una presenza che non si limita alla disponibilità di uno sportello, ma si traduce in una prossimità capace di sostenere l’economia reale e la vitalità delle comunità. Nei piccoli centri nei quali operano esclusivamente le BCC, infatti, il rapporto tra sofferenze e impieghi risulta nettamente inferiore.

I dati sono stati quindi trasformati in spunti di riflessione e attività concrete, con l’obiettivo di collegare ciò che accade sul territorio al lavoro quotidiano in filiale.

La formazione ha rappresentato anche uno spazio di confronto e partecipazione, attraverso attività interattive e strumenti appositamente progettati per favorire la conoscenza reciproca tra i partecipanti, valorizzare le diverse esperienze e raccogliere idee e stimoli utili a rafforzare il senso di appartenenza e il ruolo attivo all’interno del Credito Cooperativo.

Un percorso, dunque, pensato per contribuire alla crescita di una nuova generazione di bancari cooperativi, chiamati non soltanto a possedere competenze tecniche, ma anche a essere consapevoli della responsabilità che significa lavorare in una banca profondamente legata alle persone e ai territori. Professionisti capaci di interpretare il proprio ruolo come parte di una rete che presidia le comunità, sostiene l’economia reale e contribuisce allo sviluppo del Mezzogiorno.

Entrambe le giornate si sono concluse con un momento particolarmente significativo di confronto e restituzione. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di presentare direttamente al Direttore della Federazione, i lavori sviluppati nel corso delle attività laboratoriali, illustrando le riflessioni maturate, i risultati raggiunti e le proposte emerse durante il percorso.

Un momento di dialogo che ha consentito di valorizzare il contributo di ciascuno e di tradurre i contenuti della formazione in una riflessione concreta sul ruolo che le nuove generazioni sono chiamate a svolgere all’interno del Credito Cooperativo e delle comunità di riferimento.

A chiudere i lavori vi è stata la consegna degli attestati di frequenza ai partecipanti, che ha rappresentato non solo il momento conclusivo della giornata, ma anche l’avvio di un percorso di crescita professionale e identitaria, fondato sulla consapevolezza di essere parte attiva di un sistema bancario che pone al centro persone, territori e comunità, quale senso di appartenenza al mondo del Credito Cooperativo.

Si parla di Banca Campania Centro Cassa Rurale ed Artigiana, Banca di Credito Cooperativo di Capaccio Paestum e Serino, Banca di Monte Pruno-Credito Cooperativo di Fisciano, Roscigno e Laurino, Banca di Credito Cooperativo Terra di Lavoro S.Vincenzo de' Paoli, Banca di Credito Cooperativo di S.Marco dei Cavoti e del Sannio-Calvi, Banca di Credito Cooperativo di Aquara, Banca di Credito Cooperativo Magna Grecia

Pubblicato il 15 Settembre 2026